PRIMA DOMENICA di QUARESIMA

Proposta di riflessione

Segni   

Lo Spirito Santo conduce Gesù dal Giordano (= rivelazione della sua Divinità),

al Deserto (= luogo della testimonianza della fedeltà al Padre)

Lo Spirito Santo conduce noi dal Fonte battesimale (= dono della vita Divina),

alla quotidianità (= luogo della santificazione nella coerenza)

 

Quaresima

tempo favorevole per orientare la nostra vita verso Dio, unica fonte della nostra liberazione

 

Deserto

luogo inospitale, ci si muore;

la salvezza viene soltanto da Dio che si rivela come Padre e Provvidenza.

E’ qui, dove l’uomo non può contare sulle proprie risorse, che ci si affida alla mano di Dio.

E’ nel DESERTO (MIDBAR), dove l’uomo non ha parole da dire, che ci si apre alla PAROLA (DABAR). “Sta scritto …”

Ci si affida alla PAROLA non per sapere, ma per assaporare, non per curiosità intellettuale, ma per intimità comunionale

 

Gesu’

rivela i due volti della sua identità:

volto divino (al Giordano) e volto umano (nel Deserto);

la forza della divinità e la fatica di essere uomo.

Il battesimo ha rivelato Gesù “Figlio di Dio”,

le tentazioni lo rivelano “figlio dell’uomo”

 

Cammino

nel deserto del Sinai, il popolo ebraico è guidato da Dio e si nutre di manna

nel deserto della tentazione, Gesù è guidato dallo Spirito e si nutre della volontà del Padre

nel deserto della vita quotidiana, l’umanità è guidata dalla Parola e si nutre dell’Eucaristia

 

Tentazioni di Gesu’

  1. di’ a questa pietra che diventi pane = Servirsi della potenza divina a proprio vantaggio
  2. ti darò questi regni, se ti prostri dinanzi a me = La tentazione del potere politico per dominare il mondo
  3. se sei Figlio di Dio, buttati giù (forzare la mano a Dio)

        Gesù neppure sulla croce chiede un miracolo per sé,

non sfugge la morte per liberare noi dalla morte

 

N.B. Video e Partitura in SALMI/SALMI RESPONSORIALI/ANNO C/2-QUARESIMA

Festa della Vita

Cliccare sulle immagini per ingrandire

manifesto_bis (1)

 

“La Misericordia fa fiorire la vita” questo il titolo della 38^ giornata per la vita, un invito a festeggiare il dono grande che Dio ci ha fatto, un invito che anche quest anno abbiamo voluto accogliere nella nostra Parrocchia di S.Maria Maggiore e trasformare in momenti di gioia e riflessione.
Sabato sera insieme ai bambini e ragazzi della scuola di catechismo che con la loro semplicità, vitalità e gioia hanno strappato molti sorrisi e applausi.

042   009

011    086

 

058   097

 

 

 

 

 

 

 

Nella stessa serata ci è stata donata la testimonianza di una famiglia che ha fatto dell’ “Amore vero” una regola di vita e che ci ha aiutato a comprendere e riflettere su come Dio ci Ama di un Amore gratuito e Misericordioso, che ognuno di noi è prezioso ai suoi occhi, e anche se noi spesso non lo vediamo, di quanta bellezza c’è in Lui che ha sacrificato il Figlio per donarci la santità. Amiamoci e amiamo ogni fratello che ci è accanto come Lui ci ama, solo così possiamo far fiorire la vita.

031

111

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La serata si è conclusa con un momento di agape fraterna.
Domenica mattina la S. Messa celebrata da mons. don Nino Di Stefano è stato un altro momento intenso vissuto dalla comunità parrocchiale ed in particolare con i bambini che durante l’ultimo anno hanno ricevuto il sacramento del Battesimo.
Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato.

Una testimonianza inedita (Novella)

Sfogliando vecchie carte conservate nell’Archivio parrocchiale, mi è capitato tra le mani un manoscritto, molto rovinato e incompleto, ma con bella grafia, che subito mi è sembrato di un certo interesse. Non dovrebbe essere molto antico. Il testo, in latino non classico, fa supporre si tratti di una traduzione dal greco (il nome Pietro è sempre scritto Petros e non Petrus). Ho provato a farne, con molta difficoltà, una traduzione in italiano, certamente approssimativa, – visto lo stato del documento stesso e la mancanza di punteggiatura accurata -, in attesa di trovare un esperto che ne faccia una traduzione ufficiale, se ne vale la pena.  (elledici)

Eravamo ormai da alcuni giorni ospiti presso … (parola illeggibile, ndr); Pietro era incerto se prolungare la sua permanenza o dirigersi verso Roma. Da una parte provavamo gioia perché la parola era stata bene accolta e già prometteva buoni frutti, e Pietro e gli altri, stanchi per il lungo viaggio, stavamo recuperando energie, godendo dell’amicizia dei fratelli che ogni giorno si aggiungevano a noi, e del clima favorevole nella casa accogliente dalla quale, oltre la Via Latina, lo sguardo si spingeva sull’ampia pianura fino ai monti non lontani. Dall’altra parte, il desiderio di Pietro, ma anche nostro, di raggiungere presto Roma, era forte. Verso le tre del pomeriggio, Pietro all’improvviso, come rispondendo ad una voce, si è raccolto in preghiera; ma ogni tanto guardava verso la porta della stanza, come se aspettasse, da un momento all’altro, la visita di qualcuno. Non passò molto tempo che vedemmo comparire due uomini. Si vedeva che erano due servi, ma nel loro modo di vestire e nel loro parlare mostravamo una certa nobiltà. Con tono dimesso ma sicuro, chiesero se era in casa un certo Simone, detto anche Pietro.

Pietro andò incontro agli uomini e disse: “Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete venuti?”. Risposero: “Il nostro padrone, il centurione Marco Lollio, uomo giusto e timorato di Dio, e stimato da tutto il popolo della città, ha saputo del tuo arrivo e ci ha mandati ad invitarti nella sua casa, per ascoltare da te la parola”. Pietro allora li fece entrare e li accolse con segni di amicizia. Mentre noi eravamo perplessi, Pietro era sereno e, con un cenno, volle rassicurare anche noi. Poi, come sussurrando, aggiunse: “Credo di conoscere questo centurione; ed è mio grande desiderio parlargli e ascoltarlo”.

Ci mettemmo subito in cammino seguendo i due servi. Nelle vicinanze dei Grandi Archi, ci fecero deviare per una via secondaria, passando per i Piccoli Archi .

All’interno della città la folla numerosa e rumorosa penso non si accorse di noi. Solo davanti al tempio un tale, riconoscendoci come stranieri, ci guardò con atteggiamento sospettoso.

Il centurione Marco Lollio stava ad aspettarci ed aveva invitato i congiunti e gli amici intimi. Mentre Pietro stava per entrare, il centurione gli andò incontro, come si va incontro ad un amico. E Pietro, conversando con lui, entrò e, trovate riunite molte persone, disse loro: “Sono venuto senza esitare quando mi avete mandato a chiamare. Vorrei dunque chiedere: per quale ragione mi avete fatto venire?”. Marco allora rispose: «Due giorni or sono stavo raccolto in preghiera nella mia casa, quando ho sentito come una voce che diceva: ‘Marco, sono state esaudite le tue preghiere davanti a Dio. E’ qui nei pressi Simone chiamato anche Pietro; egli è ospite nella casa di Anicio, fuori città, sulla Via Latina’. Allora ho mandato a cercarti e tu hai fatto bene a venire. Ora dunque tutti noi, al cospetto di Dio, siamo qui riuniti per ascoltare tutto ciò che dal Signore ti è stato ordinato. Poi anch’io ho cose importanti da farti conoscere”.

Pietro prese la parola e disse: “In verità ogni giorno comprendo di più che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. Nel mio pellegrinare tra le genti, il Signore questo mi ha fatto sperimentare; perché questa è la sua volontà: che tutti nel Nome del Signore Gesù si aprano alla verità. Questa è la parola che egli ci ha inviato, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti. Io vi annuncio ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme”.

Poi prese la parola un tale chiamato Valerio: “Questo ci ha narrato Marco e questo noi sappiamo e questo crediamo: che Gesù di Nazareth, uomo giusto e accreditato presso Dio, annunciò la buona novella della salvezza non solo ai figli d’Israele, ma volle incontrare e manifestare la sua benevolenza anche a noi che eravamo i lontani; che i Giudei non gli hanno creduto e che lo fecero uccidere appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che i testimoni prescelti da Dio, coloro che lo avevano seguito dalla Galilea, annunciassero in tutto il mondo la sua risurrezione dai morti e attestassero che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio; e che chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome”. Grande fu la nostra gioia nel ritrovarci tra fratelli che condividevano la nostra speranza.

Pietro allora si raccolse in preghiera; poi impose a tutti loro le mani e lo Spirito Santo scese sopra tutti i presenti.

Marco Lollio prese allora la parola e disse: “Il mio nome è Marco e sono un centurione. Fedele al mio imperatore, ho guidato in guerra centinaia di uomini, ho insegnato ai miei soldati il gusto della lotta e li ho abituati a diventare insensibili davanti alla paura, al dolore ed alla morte. Non avrei mai immaginato che, quasi alla fine della mia carriera militare, proprio io avrei smentito i miei insegnamenti. Dopo 40 anni di fedeltà e di indiscussa obbedienza al Romano Impero, sono stato mandato a Gerusalemme per completare il servizio militare.

La settimana, che gli ebrei festeggiano per prepararsi ad una loro festa, la Pasqua, è cominciata male. Il popolo riversato per le vie osannava un uomo, che cavalcava una asina. Fortunatamente non vi sono stati tumulti, ma l’aria era tesa. Infatti, qualche giorno dopo, quel medesimo straniero, che tutti avevano acclamato come re, è stato portato in prigione.

La mattina dopo non ero di servizio, ma mi hanno ordinato di scortare alcuni condannati sul luogo della loro esecuzione. Ho tentato di opporre alcune giustificazioni, ma la legge militare è dura ed ho dovuto ubbidire. Insieme con i miei soldati sono andato al Pretorio a prendere i condannati. Tra quelli vi era l’uomo che solo pochi giorni prima era stato accolto in trionfo. L’ho guardato negli occhi ed ho capito che era innocente; ho esperienza di uomini e tante volte ho eseguito condanne capitali. Questa, però, era diversa. Ho cercato di fare forza al mio animo; ma quando ho visto il Nazareno che sulla croce guardava con amore i suoi aguzzini e li perdonava, confesso che una strana angoscia mi ha afferrato il cuore.

Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?

Mi risuonano ancora, dentro, pesanti, quelle parole.

Quel forte grido; e quella testa grondante sangue reclinata dal mio lato come per un richiamo.

Tu non c’eri, Pietro; ma credimi. Quel grido di dolore e di preghiera; la madre lì accanto impietrita dal dolore. Quasi con disagio alzai gli occhi verso quel volto martoriato. La bocca serrata nell’immobilità della morte mi parve che parlasse e attendesse una risposta. E venne la risposta. Solo più tardi compresi che avevo ascoltato la mia voce mentre proclamava: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!».

Siamo rimasti in raccolto silenzio; non so per quanto tempo. Era il tramonto quando con gioia, dopo aver lodato

Il Cristianesimo e le altre religioni

Premessa
Nelle antiche religioni pagane (vedi nell’antico Egitto, in Grecia e a Roma ecc.), non abbiamo casi evidenti di particolare rifiuto della religione e della divinità. I capi politici, militari ecc. non sono contro la religione o i seguaci della religione; anzi, molte volte, essi stessi sono capi religiosi o, addirittura, si ritengono delle divinità (vedi gli imperatori di Roma).

Nella stessa religione islamica, non ci sono evidenti forme di rifiuto della religione e di Dio; spesso i capi politici sono in qualche modo anche capi religiosi, o i capi religiosi si propongono anche come guide politiche.

Nella religione cristiana, e soprattutto nella religione cattolica, molto spesso ci sono forme di indifferenza, rifiuto o addirittura di ostilità. I responsabili di governo molto spesso rifiutano o addirittura sono ostili alla religione e sono contro i responsabili della vita religiosa.

E’ solo problema di rapporto tra fedeli e clero, tra capi politici e capi religiosi o è problema di rapporto tra Dio e uomo?
Possibile risposta

Religione: che significa la stessa parola? Provo a dare una definizione.
Inizio dalla parola stessa: RE-LIG-IONE

RE: dice una reciprocità e una ripetitività-continuità, non un fatto di un momento isolato.

LIG o LEG: dice legame, rapporto, consapevolezza di essere l’uno di fronte all’altro e, in certo senso, interdipendenti.
IONE: è solo una desinenza.

Dunque, RELIGIONE, nel nostro discorso, è il LEGAME RECIPROCO  e CONTINUO tra DIO e l’UOMO che comporta la consapevolezza, da una parte, che l’UOMO non può prescindere da DIO, che l’UOMO esige DIO;
e, dall’altra, che DIO si è assunta una responsabilità verso l’UOMO.

Dio: l’UOMO FA DIO A SUA IMMAGINE!

Così Dio somiglia all’uomo, all’uomo concreto, con le sue doti e i suoi difetti, con la sua molteplicità.
L’uomo cerca la sapienza e trova il Dio sapiente, anzi la Dea della sapienza: Atena. L’uomo ama la musica e le varie arti e trova le divinità simbolo della musica e delle varie arti: il Dio Pan, le Muse. L’uomo vuole dominare gli altri con la forza, con la guerra, e trova il Dio forte e
protettore dei guerrieri: Marte. L’uomo per arricchirsi arriva a rubare; niente paura: c’è il Dio che protegge i ladri: Mercurio. L’uomo cerca il potere anche detronizzando l’autorità dominante: e non l’ha fatto anche Giove? Se cerca il piacere, c’è Venere che lo giustifica. Se l’uomo vuole tradire la propria moglie trova un illustre esempio nel capo degli Dei; e la moglie tradita potrà piangere o infuriarsi come la Dea Giunone!

Potremmo fare altri esempi.

L’uomo non può o non ha motivi di scontri o di rifiuti verso divinità che lo proteggono o non gli rimproverano nulla, divinità così simili all’uomo nelle virtù e nei difetti.
La Religione Cristiana, rispetto alle altre, ha un grande vantaggio e un grave limite.

Un grande vantaggio. All’impegno dell’uomo di conoscere Dio, risponde Dio che si rivela all’uomo.

La ricerca di Dio da parte dell’uomo è premiata da Dio che viene incontro all’uomo, si fa conoscere dall’uomo, confida all’uomo anche cose di Dio che l’uomo con la sua ricerca non avrebbe mai potuto sapere: es.: Dio è Uno e Trino; Dio è Padre; Dio è Salvatore; Dio è Amore. Dio, che è Amore, per amore fa l’uomo partecipe della sua stessa vita: “facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra  somiglianza”.
Non più: l’UOMO FA DIO A SUA IMMAGINE!

 

ma DIO FA L’UOMO A SUA IMMAGINE!

Abbiamo una specie di evoluzione, in tre passaggi fondanti il rapporto con Dio:

  1. dall’uomo che parla di Dio e si fa un Dio o tante divinità (nelle varie religioni)
  2. al profeta che parla a nome di Dio e fa intravedere il volto dell’unico Dio (nell’Antico Testamento e nell’Islam.
  3. a Dio stesso, in Gesù, che parla all’uomo, si confida con l’uomo, mostra il suo “volto” all’uomo (nel Cristianesimo).

Un grave limite (ma benefico limite). L’uomo non può più farsi un Dio a suo piacimento e che in qualche modo approva tutto quello che fa l’uomo; l’uomo non può più addomesticare Dio; l’uomo non può più dettare condizioni a Dio; non è più Dio che, come esecutore e dipendente, gira attorno all’uomo e realizza o giustifica il progetto
dell’uomo. Non è nel tornaconto dell’uomo la verità; non è nel progetto dell’uomo la via; non è nelle risorse puramente umane la vita.

E’ GESU’, Dio che parla, Dio che salva, VIA, VERITA’ e VITA.
L’uomo, segnato dal peccato, tende a scivolare verso il basso, verso la pianura melmosa dell’egoismo emarginando l’altro, dell’interesse personale anche a scapito dell’altro, al piacere usando l’altro, al potere
dominando o sacrificando l’altro. Gli stessi governi, specialmente i moderni, in genere, si limitano a rincorrere certe tendenze, rispondendo alle esigenze dei popoli e dei singoli, prescindendo dalla bontà e dalla verità delle richieste (pensiamo al divorzio: si punisce il fedele e si premia, magari con un nuovo matrimonio, il responsabile del fallimento; pensiamo all’aborto: si uccide l’innocente in favore della salute o solo del benessere materiale di chi uccide (nessuno tocchi Caino! quanti difendono Abele?); pensiamo all’impegno per il progresso economico, mentre si trascura spesso la cultura, la salute, la sicurezza nel lavoro … in una parola, si trascura la persona a cominciare dalla sua dimensione morale e spirituale!). Si favorisce la discesa. Dio propone le vette immacolate.

Certo, raggiungere la vetta è impegnativo.
Bisogna conoscere la via: Dio stesso ce la indica: i COMANDAMENTI.

Bisogna avere la forza per salire: Dio ci da i SACRAMENTI.
Dio propone le vette della carità (contro l’egoismo); il bene dell’altro (contro l’interesse personale); la virtù (contro il piacere); il servizio (contro la sopraffazione) . . .

Da qui nasce l’indifferenza, il rifiuto o addirittura l’ostilità: nella difficoltà dell’uomo (specialmente moderno e soprattutto in chi ha in mano le sorti dell’umanità o il potere) alla conversione: riconoscere che al centro c’è Dio che ha fatto l’uomo a sua immagine, e non l’uomo che si
fa la divinità a sua misura, e che dopo viene l’uomo e non l’economia; uniformarsi alle leggi di Dio, e non fare leggi in contrasto con la legge di Dio; realizzare il progetto di Dio, …
In conclusione, si procede in una duplice visione di fronte al fatto religioso:

  1. da una parte l’uomo che pretende di eliminare il fatto religioso;
  2. dall’altra l’uomo che, non potendo prescindere dal fatto religioso, si fa una propria religione: la “religione fai da te”, tornando di fatto a una forma di paganesimo.

 

CONCERTO di NATALE 2015

N. B. L’intero CONCERTO di NATALE si può vedere/ascoltare in

VIDEO CONCERTI/CLASSICI/CORNI e ORGANO/CORNI e ORGANO 2015

Concerto e Premio ANSPI

Il 30 Novembre 2015 ha avuto luogo in S. Maria Maggiore un breve ma straordinario Concerto dell’organista ANNA MARIA PASQUARELLI, durante il quale è stato assegnato il Premio ANSPI per la Cultura all’alunno DINO  GALASSI, che si è distinto in tutte le materie all’esame di Maturità. Il premio è stato consegnato dal Sindaco Antonio Pompeo al padre, in assenza del giovane attualmente studente universitario a Milano. Il Premio ANSPI per la Lingua e la Cultura Latina è stato consegnato dal Professor Renzo Scasseddu al giovane JACOPO  POCE.

N.B. E’ possibile vedere/ascoltare tutto il Concerto in

VIDEO CONCERTI/CLASSICI/ORGANO

Spanish

A thanks for the translation of these pages in the Spanish: Friends spanish

                            LA IGLESIA ABACIAL

Lato sud-est

Lato sud-est

La iglesia abacíal de Santa Marìa Mayor de Ferentino es uno de los monumentos más insignes de todo el Lazio y una de las primeras iglesias de estilo gótico-cisterciense construidas en Italia.

Surge sobre las ruinas de otros edificios de culto cristiano: La “Domus Ecclesia”, la iglesia del IV y V siglo y la iglesia del siglo IX, que habìan sido la catedral de Ferentino hasta el año 1108.

La construcción: construida en travertino – piedra muy común en la zolla – por los monjes Cisterciences de la Abadía de Ferentino, fundada por San Bernardo de Claraval hacia el 1137. No tenemos documentos escritos acerca de la fecha de construcciòn del actual edificio sacro. Se lo considera terminado alrededor del  año 1150. En ese año el Papa Cisterciense Eugenio III “en esta ciudad, en la Iglesia de Santa María  Mayor, consagró muchos obispos”.

De la antigua y compleja abadía queda sólo la Iglesia.

FACHADA ORIENTAL

P1030448 x Sito

Es de extraordinaria belleza, en su simplicidad y austeridad, la fachada que mira a oriente. Verticalmente la dividen dos contrafuertes. Arriba está en evidencia una ventana circular. En el medio se abre una elegante ventana bífora.

 LADO NORTE

Lato nord

Lato nord

El lado norte mira hacia el hospital civil construido sobre el sitio donde se elevaba la estructura principal de la abadía, separada del edificio sacrado por un pequeño claustro del cual quedan los rasgoz sobre el muro externo del lado norte.

En la parte superior de la fachada hay un rosetón; en la parte inferior un elegante ventana ‘monófora’.

 LADO SUR

lato sud

lato sud

El lado sur se caracteriza por sólidos contrafuertes necessarios para la estabilidad del monumento que aquí pone más en evidencia su altura notable.

Sobre la cúspide se eleva un pequeño campanil con una doble ventana; en la fachada el sólito rosetón.

LA FACHADA PRINCIPAL 

LATO OVEST

LATO OVEST

La fachada principal mira a occidente. La vista es una forma basilical con una nave central que se eleva de las naves laterales y termina en un tìmpano.Es particularmente bello el rosetón; en alto se conserva una estatua de Cristo Salvador que pertenecía a la Iglesia anterior.  El mármol del portal provien del teatro romano del siglo II.

FEDERICO II y CONSTANCIA

Federico II

Federico II

Costanza D'Altavilla

Costanza D’Altavilla

En la puerta lateral del norte se pueden observar dos cabezas: la del emperador Federico II, benefactor de los monjes, y la de su madre Constancia de Altavilla.

LA PUERTA CENTRAL

PORTA CENTRALE

PORTA CENTRALE

La puerta central tiene un arco gótico y sobre la misma hay cinco paneles cuadrados con otros tantos medallones circulares: en el central está esculpido el Cordero pascual, en los otros los símbolos del los cuatro evangelistas ( 1234 ). Las columnas que sostienen el arco se apoyan sobre dos leones.

EL INTERIOR

Altare principale

El plano de la Iglesia es un rectángulo, mientras la parte alta del monumento es cruciforme.

El interior tiene tres naves, divididas por pilastras y columnas. Las naves reciben la luz desde las ventanas monóforas. El crucero está formado por cuatro pilastras poliestílicas. Sobre el transepto se eleva un campanario octogonal de dos pisos.

Detrás del Altar sobre la pared frontal del abside una ventana bifora y un rosetón illuminan el templo con la luz del Oriente.

En obsequio a los profesores y a las directivas de San Bernardo el templo se conserva sin adornos.

                         Particulares a mirar

a la izquierda de la puerta rnayor: afrescos, correspondientes al 200, de la Virgen con el niño en brazos.

los cuatro rosetones caracteristicamente asimétricos por diseño y corte.

el lirio, escudo de Federico II y la escrita V PESA

en la puerta central: tela que representa la Asunción obra del Ferentinate Desiderio De Angelis del 1801.

El nuevo órgano fué construido en recuerdo del año santo 1975 con la ayuda de los fieles de la parroquia y muchos otros amigos.

Romanian

A thanks for the translation of these pages in the Rumanian: SILVIA DRAGOMIR (Bucarest RO)

BISERICA ABATIALA

Biserica abatiala Sf. M. Maggiore din Ferentino este unul dintre monumentele cele mai însemnate din toatã regiunea Lazio si printre primele biserici în stil gotic-cistercens construite in Italia.

Izvoreste deasupra ruinelor altor clãdiri de cult cristian: “Domus-ul Ecclesia”, Biserica din secolul IV-V si Biserica din secolul al IX-lea.

Constructia, construita în travertin – piatra comuna în zona – este Opera Calugarilor Cistercensi ai Manastirii întemeiate la Ferentino de Sf. Bernardo din Chiaravalle si de Papa Innocenzo II în jurul anului 1137. În 1150 Papa cistercens Eugenio al III -lea “în acest oras, în Biserica S. M. Maggiore, consacra multi Episcopi”.

Din anticul complex Manastiresc acum ramâne numai Biserica.

Fatada principala este orientata spre Occident. Rozeta este deosebita; Mai sus se conserva o statuie a lui Isus Salvatorul ce apartinea Bisericii precedente. Important este si portalul principal care se termina cu bazoreliefurile Mielului Pascal si a celor patru evanghelisti. Marmura portalului provine de la teatrul roman învecinat.

Fatada Orientala este de o frumusete extraordinara, cu o eleganta fereastra cu doua arcade si cu rozeta.

Interiorul are trei naos-uri, despartite de pilastrii. Centrul este format din patru pilastrii de diverse stile, cu o baza patrata. Ca omagiu învataturilor si dispozitiilor Sfântului Bernardo templul nu are ornamente.

Amanunte de observat în interiorul Bisericii:

– la stânga portii majore: fresca din ‘200 a Fecioarei cu Pruncul în brate.

– cele patru rozete caracteristic asimetrice prin desen si gravuri;

– crinul, stema orasului si inscriptia V PESA pe îngerasul ce sustine agheasmatarul;

– pe usa principala: pânza ce reprezinta Ridicarea la cer, opera lui Desiderio De Angelis din Ferentino, din 1801;

Partea noua a fost construita în amintirea Anului Sfânt 1975, din contributia credinciosilor din Parohie si a altor prieteni