Proposta di riflessione - 4° Domenica Quaresima C PDF Stampa E-mail
Scritto da elledici   
Martedì 09 Marzo 2010 21:57

Quarta Domenica di Quaresima

Proposta di riflessione

Segni

Altare spoglio: senza tovaglie, lumi e fiori. Non c’è gioia e festa; c’è tristezza nel cuore del padre: ha perso il figlio; desolazione nel cuore del figlio: è lontano dal padre

Altare ornato: saranno messe tovaglie, luce, fiori. È festa nuova. C’è gioia nel cuore del padre al ritorno del figlio; c’è felicità nel cuore del figlio abbracciato dal padre

Confessionale: luogo dell’incontro del figlio perduto con il Padre misericordioso: “vi supplichiamo: lasciatevi riconciliare con Dio”

 Luogo                    

Casa: senza amore. I figli sono in casa, ma non hanno capito nulla del rapporto familiare; si sentono come carcerati; manca il dialogo, la solidarietà, la gioia , l’amore, il rispetto reciproco nella diversità dei ruoli; il rapporto tra padre e figli è percepito solo in termini economici  

Campo dei porci: il figlio lontano dal padre vive nella umiliazione e nell’abbrutimento; è ridotto a vivere con i porci;  l’uomo, separato da Dio, perde anche la sua dignità umana.      

La via del ritorno: interiore e fisico; prima quello interiore (ritorna in sé; si rende conto del baratro in cui è caduto; rimpiange la casa e il padre); poi quello fisico (si alzò e torno verso il padre)

Casa: con amore. Il padre non ha mai smesso di attenderlo; disposto a perdonare perché è padre e lui non un salariato ma figlio, figlio morto e ritornato in vita; il perdono come nuova creazione. Dove è abbondato il peccato, sovrabbonda la grazia

 Circostanza           

“Crisi”: degli Ebrei : non più schiavi in terra straniera, ma liberi nella terra promessa e donata non più ospiti e stranieri, senza prospettive ma residenti a casa propria e protagonisti di storia nel luogo-terra dove possono adorare il loro Dio 

“Crisi”: dei figli: non prigionieri in casa, non dipendenti di azienda commerciale per esigere paga-liquidazione, in rapporto di padrone-schiavo, ma parte vitale di comunità d’amore in rapporto comunionale di padre-figli

“Crisi”: dei Cristiani:  non dei condannati ad essere cristiani, ma gioiosi e riconoscenti per la predilezione e il perdono del Padre che li ri-crea come figli

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Marzo 2010 21:58
 
Quarta Domenica Quaresima C PDF Stampa E-mail
Scritto da elledici   
Martedì 09 Marzo 2010 20:44

Dim lights

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Marzo 2010 20:52
 
Cantiamo con la vita PDF Stampa E-mail
Scritto da elledici   
Domenica 07 Marzo 2010 23:50

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Le Stagioni di Maria PDF Stampa E-mail
Scritto da elledici   
Domenica 07 Marzo 2010 23:47

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Salmo 136 (trad Turoldo) PDF Stampa E-mail
Scritto da elledici   
Domenica 07 Marzo 2010 23:02

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Il mio CREDO personale PDF Stampa E-mail
Scritto da elledici   
Domenica 28 Febbraio 2010 20:33

Il mio CREDO personale ( cfr Ezechiele 16,4-14)

 

Ero tutto sporco e sporchi gli abiti che mi avvolgevano;

anche gli Angeli si coprivano il volto per non inorridire.

Tu non mi hai schifato,

ti sei avvicinato con tenerezza materna,

mi hai lavato e rivestito di abiti nuovi e profumati;

e l’Angelo Custode mi ha sorriso.

Tu mi hai preso in braccio,

mi hai insegnato a fare i primi passi.

Mi hai detto: “Cammina, vieni dietro la mia luce”

 

Era così bello camminare da solo,

ero orgoglioso di camminare con i miei piedi,

così sicuro di farcela …

E l’orgoglio e la sicurezza mi hanno tradito.

Hai sentito il rumore del mio tonfo,

e sei venuto in mio soccorso.

Non un rimprovero, non un’accusa.

Ancora con tenerezza materna mi hai rialzato,

scosso tutta la polvere e il mio sudiciume.

Come sono tornato bello!

Ho letto il tuo compiacimento nei Tuoi occhi.

 

Come ero felice di tornare a camminare,

di allungare il passo per avvicinarmi di più a Te.

Poi la stanchezza, la debolezza,

la tentazione di fermarmi:

troppo lunga e irta la montagna da scalare.

Il vuoto, e le forze ormai esaurite.

Non ce la faccio, rinuncio a camminare dietro Te.

Non hai proseguito il tuo cammino:

ti sei fermato, sei tornato indietro.

Come era dolce il cibo di cui mi hai nutrito.

Quanta forza ha infuso in me.

E più agile mi è sembrato il mio passo.

 

Perché hai nascosto la tua luce?

Mi hai messo davanti ad un bivio.

Quale strada mi conduce a te?

Sono troppe le strade davanti a me

per seguire la via giusta. …

Ho avvertito nella mia mano fredda e penzoloni

una mano forte e calda di tenerezza.

Tu sei il consolatore, compagno di viaggio,

dono prezioso e conforto amicale.

Con te non ho più paura,

con te non c’è incertezza, sono cessati i miei dubbi.

 

Quel giorno mi hai visto sereno,

hai creduto in me, che avevo creduto in te,

ti sei fidato di me che mi ero affidato a te.

“Vieni”, mi hai detto,

“impara da me, rimani con me:

aiutami a rivestire di purezza

chi incontriamo nella sporcizia;

prestami la tua mano ora forte

per rialzare chi cade lungo l’asperità del cammino;

spezza il mio e tuo pane

per le folle della terra affamate di verità e di pace;

anche tu ora sarai consolatore e compagno di viaggio

per chi ancora ha paura,

e luce, riflesso della mia luce,

per chi cammina nelle tenebre”.

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Marzo 2010 09:04
 


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