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BREVE STORIA DI SANTA MARIA MAGGIORE
La Chiesa Abbaziale di S. Maria Maggiore in Ferentino è uno dei monumenti più
insigni di tutto il Lazio e tra le prime chiese in stile gotico-cistercense
costruite in Italia, e quella anche meglio conservata. Sorge sopra i ruderi e le
testimonianze di altri edifici di culto cristiani: la "Domus Ecclesia", la
Chiesa del IV-V secolo, e la Chiesa del IX secolo. Le precedenti Chiese sono
state Cattedrali della Diocesi di Ferentino fino al 1108. Non abbiamo documenti
scritti circa la data di costruzione dell'attuale Sacro Edificio, perché andati
distrutti in varie vicende. Tra le varie ipotesi, l'autore di queste note
propone come data indicativa, l'anno 1150, poiché proprio in quell'anno il
Pontefice Eugenio III "in questa città, nella Chiesa di S. Maria Maggiore,
consacrò molti Vescovi", come risulta da un documento dell'Archivio Vescovile di
Ferentino che richiama e completa quanto attestano le "Cronache di Fossanova".
La costruzione è opera dei Monaci Cistercensi presenti nella zona (in Fossanova,
Ferentino, Casamari e paesi vicini) a cominciare dal 1135 circa, da quando cioè
San Bernardo di Chiaravalle, con la protezione e sotto la spinta del Papa
Innocenzo II, venne qui a rinnovare l'ordine benedettino secondo la riforma
cistercense e qui trapiantò alcuni Monaci francesi per promuovere ad un tempo la
vita religiosa nel basso Lazio e costituire una sicura difesa del Papato contro
l'antipapa Anacleto II e contro il suo protettore, Ruggero II, re normanno
dell'Italia Meridionale.
Sotto l'attuale Altare, durante i lavori degli anni 1951-1955,
è stata rinvenuta una lapide che testimonia dell'esistenza di
una "Domus Ecclesia" nella casa di Valerio Gaio; casa
distrutta nella persecuzione di Diocleziano - anni 303 e 304 -,
proprio perché luogo di culto cristiano. In essa si legge:
...SIMA PERSECUTIONE DERUTA DE SUIS PR[opriis]
[an]N[os] XXXIIII M[enses] X VALERIUS GAIUS
MARI[tus]
DULCISSIM(a)E FECI.

SANTA MARIA MAGGIORE TRA LE
PRIME CHIESE CISTERCENSI COSTRUITE IN ITALIA.
Insigni studiosi, sia del passato come del presente, sono intervenuti con
scritti, documentazioni e discussioni, per illustrare le bellezze artistiche
della Chiesa abbaziale di Santa Maria Maggiore e per definire la data esatta
della costruzione e consacrazione del tempio. Questo studio, dopo aver dato atto
ai cultori dell'arte e della storia ferentinate del loro lodevole impegno e
delle loro accurate ricerche come della loro profonda e religiosa ammirazione di
fronte al monumento, miracolo di arte e di fede, vuole compiere un passo avanti
presentando un documento di eccezionale importanza, rinvenuto già da Mons.
Leonetti, Vescovo di Ferentino dal 1942 al 1962 ma da lui non ritenuto
importante. Ecco il documento come si legge nel Vol. A-IV fol. 311 dell'Archivio
Vescovile di Ferentino: "Hac in civitate in EccIesia Sanctae Mariae Majoris
(Papa Eugenius III anno 1150) nonnuIIos creavit Episcopos ut videre est in
Cronico Fossaenovae et a Card. Baronio in suis annalibus confirmatum". Si
sapeva che Papa Eugenio III aveva trascorso molto tempo a Ferentino. Rileggiamo
alcune testimonianze fra tante: "... Ferentini, ubi (Papa Eug. III) moratus
est inde ab anno 1150 ... usque ad annum 1151 " (Pertz Mon. Germ. Hist.);
"Anno 1150 ... Eugenius Papa Florentinum venit infra mensem octobris et multos
Archiepiscopos ordinavit" (Cron. Fossaenovae). Il documento dell'Archivio
Vescovile di Ferentino, se da una parte nulla aggiunge a quanto si sapeva della
lunga presenza del Papa in questa città, è di capitale importanza per noi in
quanto precisa il luogo della celebrazione durante la quale consacra molti
Vescovi: nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, che sicuramente è l'attuale
Chiesa gotico-cistercense. Ma proprio di fronte a questa ultima affermazione
molti scuoteranno la testa, increduli, come già del resto Io stesso Mons.
Leonetti. "Ma si tratterà d'un tempio precedente all'attuale Santa Maria
Maggiore?", si domandava il Vescovo; e aggiungeva: "Poiché consta che solo nel
1152 vennero i Cistercensi a Casamari (da cui dipende la Chiesa di Santa Maria
Maggiore)". Alla domanda dubbiosa e alla motivazione di Mons. Leonetti noi oggi
possiamo rispondere con dati e notizie più ampie che non qualche anno addietro,
avendo acquisito nuovi elementi, frutto delle recenti ricerche storiche. Prima,
però, di presentare gli elementi nuovi, facciamo una prima nota, in forma
interrogativa: nell'ipotesi che Papa Eugenio avesse celebrato nella primitiva
Chiesa di Santa Maria Maggiore, - che era stata Chiesa Cattedrale - sarebbe
giustificata, per il prestigio del Papa e della comunità sia religiosa che
civile e anche per un ordinato e dignitoso svolgimento del sacro rito, una così
solenne celebrazione, durante la quale il Pontefice "multos Archiepiscopos et
Episcopos ordinavit" (Cron. Foss.), in una Chiesa dalle dimensioni ridotte e
per di più in cattive condizioni statiche, mentre da appena 44 anni era stata
consacrata la nuova Cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo? E passiamo,
schematicamente, ai nuovi elementi storici:
-
Innocenzo II (1130-1143), cistercense, viene spesso a
Ferentino: trova in San Bernardo (1090/91-1153) un valido sostenitore della
sua causa contro l'antipapa Anacleto II (1130-1138), e vede nella presenza
nel basso Lazio dei Cistercensi un sicuro muro di difesa contro lo stesso
antipapa e contro il potere del re normanno Ruggero II (1101-1154) che lo
appoggiava. San Bernardo accompagna e collabora personalmente con papa
Innocenzo, portando la riforma cistercense, a Fossanova (1135), a Ferentino
(intorno al 1137), a Casamari (anno 114O: "Casa-Marii abbatia ... Bernardus
isthuc non semel adiisse memoratur; unde amicitiam iniit cum Ioanne ... qui
monasterium suum anno 1140 Cisterciensibus adunavit ...", Ughellus in
Italiae sacrae tomo I, col. 289). Non è da escludere nell'installazione
della comunità cistercense all'interno della città, diversamente che a
Fossanova e Casamari, un atto di forza nei confronti del Vescovo Siro che
era stato preposto al governo della diocesi dall'antipapa Anacleto II. di
fatto, in coincidenza (o a causa?) del passaggio di San Bernardo e
dell'installazione della Comunità Cistercense in Ferentino, il Vescovo Siro
viene deposto, e viene eletto il nuovo Vescovo fedele al legittimo Papa.
-
I Cistercensi costruiscono la loro Chiesa in una
decina di anni (notare l'assoluta omogeneità dell'intero complesso
architettonico, salvo non rilevanti particolari di epoca sicuramente
posteriore, e tener presente che la Chiesa, di dimensioni notevolmente
maggiori, di Casamari dura non più di 14 anni). I Monaci francesi,
trapiantati qui da Innocenzo e Bernardo, iniziano abbastanza presto la
costruzione della nuova Chiesa secondo i canoni già sperimentati in Francia,
non trascurando, anzi utilizzando e valorizzando motivazioni stilistiche
proprie della basilica romanica. Ne risulta un'opera tra le più perfette
uscite dalle mani dei Cistercensi che visualizza come "l'arte gotica si
trasformi e ingigantisca sposandosi allo spirito e alla tradizione romana".
La pianta è rettangolare come nelle basiliche romaniche e come ancora
troviamo in Amaseno, mentre diventa cruciforme più tardi a Fossanova e
Casamari. La Chiesa è a tre vere e funzionanti navate, mentre già in Amaseno
si va determinando l'importanza della navata centrale a scapito delle
laterali che finiscono per diventare in Fossanova e Casamari quasi due
lunghi corridoi. Notare anche i possenti contrafforti che sostengono torno
torno l'intera navata centrale nelle due Chiese maggiori, mentre non sono
richieste nelle precedenti di Amaseno e Ferentino sia per la mancanza di
pesanti volte a ogiva sia per la consistenza delle navate laterali.
-
La solenne consacrazione in Santa Maria Maggiore di
molti arcivescovi e Vescovi ad opera di Eugenio III (1145-1153), cistercense
e amico di San Bernardo, è giustificata dai seguenti motivi: la presenza
affermata e fiorente della comunità cistercense; la nuova Chiesa di notevoli
dimensioni; forse l'inaugurazione della stessa Chiesa; la Chiesa costruita
sotto la protezione e anche, si può ben credere, con gli aiuti di due Papi
cistercensi.
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È bene ricordare che Luigi VII di Francia, si fermò a
Ferentino per circa una settimana, dal 13 Settembre1149, di ritorno dalla
disastrosa crociata voluta da Papa Eugenio III e da San Bernardo. Nulla
vieta di pensare ad una doverosa e fraterna ospitalità da parte dei Monaci
cistercensi, dell'Ordine appunto di Eugenio e Bernardo e, almeno in parte,
francesi..
A questo punto, pur lasciando a chi di dovere e di competenza lo studio
approfondito degli elementi sia storici che artistici, possiamo tirare una
conclusione di notevolissima importanza storica e artistica insieme:
Santa Maria Maggiore di Ferentino è tra le prime Chiese gotico-cistercensi
costruite in Italia (prima di Santa Maria di Amaseno 1177, Ceccano 1196, Fossanova 1208, Casamari
1217, Arbona 1219 ecc.,) e quella forse meglio conservata, integra nel suo stato
originale. (Luigi De Castris in LA GAZZETTA CIOCIARA del 30-10-1974, con
aggiornamenti) |