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INTERNO
"Il piano della Chiesa è un rettangolo, mentre la parte
alta del monumento è cruciforme. L'interno ha tre navate, divise
da pilastri. Girano su di essi archi ogivali in travertino
grigio, di bel profilo. Le navate ricevono luce da monofore
tagliate a sguancio. L'intercrocio è formato da quattro pilastri
polistili, di base quadrata, con colonne su ciascuna faccia e
colonnette agli angoli. Le prime danno stabilità agli archi, le
seconde alle cordonate delle volte a crociera. Al centro del
transetto, sulla volta si eleva una torre ottagona a due piani.
Dietro l'altare sulla parete frontale dell'abside, i vani di una
finestra bifora sormontata da una rosa irrorano il tempio delle
luci d'Oriente ". In omaggio agli insegnamenti e alle
direttive di San Bernardo "il tempio è spoglio di
ornamentazioni: semplice e austero, sembra ricavato a colpi di
scalpello da una roccia compatta. Un affresco duecentesco
raffigurante la Madonna delle Grazie, e due acquasantiere di
pietra l'una con un putto sorreggente la vasca, l'altra con il
supporto terminale, sotto il càntaro, circondato da un cespo di
foglie stilizzate. Il resto - la dotazione ornamentale è tutta
qui - è chiarità lieve, diffusa, che sopravvanza di poco il
grigio della pietra".
Particolari da notare all'interno
della Chiesa
A sinistra della porta maggiore:
affresco ducentesco
detto Madonna delle Grazie, pregevole pittura forse dei
primi anni del 1200. I volti hanno espressione viva e
dolce e non mostrano tracce di restauro; la Vergine
sostiene sulla destra il Bambino che regge con la mano
sinistra un libro. I
quattro rosoni
caratteristicamente asimmetrici per disegno e intaglio;
le rose dei lati Nord ed Est all'interno, quella del lato
Sud all'esterno, sono inserite in un riquadro chiuso in
alto da un arco a sesto pieno. Quella ad Oriente, inoltre, è arricchita di una
particolare ornamentazione: un arco a tutto sesto,
interno al riquadro, che poggia sui capitelli di due
colonnine spezzate da un duplice anello, che lo aggira e
lo incastona, e un altro esterno al riquadro, poggiante
su piramidi rovesciate. Asimmetrici anche i
capitelli,
di cui uno (quello che guarda l'altare della cappella
verso la sagrestia) con il fogliame rivolto all'interno.
Il giglio, stemma di Ferentino, e la scritta V PESA sul
putto reggente l'acquasantiera;
sulla porta centrale: tela rappresentante l'Assunzione,
opera del Ferentinate Desiderio De Angelis, del 1801; sulla navata Nord: bellissimo e luminoso arco a tutto
sesto, per lo stile e il materiale quasi sicuramente
appartenente alle precedenti Chiese; le vetrate e le porte sono opera recente (anno 1970) e
realizzate dalla Soprintendenza ai Monumenti del Lazio.
L'altare attuale è costruzione recente (anno 1984), ma,
in parte, con materiali dell'imponente altare moderno
(anno 1911), opera dell'Architetto Morosini, che era
pregevole in sé ma fuori stile. E' andato completamente
perduto l'altare originale. Dalla navata Sud si accede ad una Cappella (ora occupata
dall'organo), estranea al corpo della Chiesa alla quale solo
all'inizio del 1800 è stata aggiunta mediante un grande e brutto
arco (mentre prima era una Cappella a sé dedicata a San
Sebastiano), che in origine doveva essere la loggia delle
Benedizioni. Del grandioso pulpito, del periodo di Innocenzo III,
demolito nei primi anni del secolo scorso, rimangono solo due
capitelli (oggi utilizzati negli amboni), di cui uno adorno di
gigli e rose, simboli rispettivamente del Comune e della famiglia
dei Conti, imparentata con Papa Innocenzo. Il
nuovo organo,
realizzato dalla Ditta P. Bevilacqua di Sulmona su progetto del
M. G. Agostini, è stato costruito in ricordo dell'Anno Santo
1975, con il contributo dei fedeli della Parrocchia e di molti
altri amici. Ha 27 registri sonori (19 reali, 6 prolungati, 2
ritrasmessi) distribuiti su due manuali (Grande Organo ed Espressivo-recitativo) e pedaliera; ha tre combinazioni
aggiustabili a memoria elettronica. Le 1522 canne sono costruite
in leghe di stagno e piombo e in legni vari. La consolle è
spostabile.
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